“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

Modi di nascere

Modi di nascere
Dossier della rivista per le Medical Humanities N. 41

La rivista per le Medical Humanities, edita dall'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), e organo ufficiale della sua Commissione di etica clinica (COMEC), dedica un numero intero al tema della nascita esaminato da vari punti di vista. Da un lato quello etico, filosofico e antropologico e dall’altro quello clinico con alcune particolarità della fisiologia umana, il complesso rapporto fra la pratica e le evidenze scientifiche, il problema della sicurezza del parto, con una particolare attenzione alle nuove tendenze nell’ostetricia ospedaliera in Svizzera e in Ticino.

Oltre a numerose accattivanti testimonianze di genitori che hanno sperimentato modi diversi di nascere e di levatrici che confessano le loro emozioni e i loro dilemmi, il dossier contiene anche una parte dei materiali del simposio sul cesareo organizzato dalla nostra associazione all’Ospedale San Giovanni il 17 novembre 2017. Si possono così leggere alcuni estratti degli interventi fatti dai vari partecipanti alla tavola rotonda sul tema “Quali prospettive per un’ostetricia basata sulle evidenze scientifiche, la fisiologia e l’eccellenza in chirurgia in Ticino?” moderata da Roberto Malacrida e anche la relazione di Michel Odent, dal titolo “Che cosa rende speciale la nascita nell’essere umano?”. Nel suo articolo “La congiura del silenzio” Silvia Vegetti Finzi pone il parto e la nascita in una prospettiva filosofica mentre Laura Bertini parla dei rituali e delle culture della nascita. Altri articoli affrontano la controversa questione del modo e del luogo più sicuro per il parto, la misteriosa discrepanza fra pratica clinica e evidenze scientifiche, il parto che lascia una ferita aperta, il cesareo clinicamente indicato e l’esperienza del parto dal punto di vista del bambino. Infine uno studio del pediatra Bernard Borel confronta gli esiti del parto per i casi a basso rischio in una maternità ospedaliera e in una casa della nascita. L’intervista è dedicata a Thomas Gyr, primario di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Civico di Lugano, che andrà presto in pensione dopo 34 anni di lavoro in prima linea.
Proprio perché la nascita è un evento fondante nella vita di ogni individuo e perciò travalica ampiamente le frontiere della tecnologia medica, sin dall’inizio gli scopi e l’attività della nostra associazione si iscrivono nel solco delle “medical humanities” ossia di un nuovo paradigma di qualità nella relazione di cura. Siamo dunque fieri e grati per aver potuto collaborare alla redazione di questo dossier e auspichiamo che dia inizio a un dibattito sui modi di nascere bene anche nel nostro cantone per improntare le scelte dei genitori e di chi opera in ambito ostetrico al rispetto della dignità, dell’integrità e dell’autonomia delle mamme e dei nascituri, unici veri protagonisti dell’evento.

La rivista sarà in vendita nelle librerie da gennaio ed è disponibile gratuitamente su richiesta per tutti i collaboratori e le collaboratrici dell’EOC.                          

dgc 12.2018